Ramona Munteanu

Chopin vs. Liszt: il recital di Ramona Munteanu

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Chopin e Liszt sul ring del Tempietto: il recital di Ramona Munteanu affronta alcuni dei capolavori più importanti del repertorio pianistico ottocentesco.
Le danze iniziano con il poeta del pianoforte polacco: aprono il recital la Mazurka in la minore op. post. 68 n.2, la Mazurka in la minore op. post. 67 n. 4 e la Mazurka in la minore op. 17 n.4.
Accomunate, oltre che dal carattere danzante, anche dalla tonalità, le Mazurke di Chopin vengono eseguite con grande slancio dalla pianista romena.
A risaltare è in particolar modo la potenza espressiva del pianoforte della Sala Baldini, in particolar modo nei bassi. La Munteanu accompagna l’esecuzione con un pedale evidente e con un uso particolareggiato delle gradazioni di intensità.
A seguire un pezzo dal carattere tragico e virtuosistico: la Fantasia-Improvviso op. 66 sempre dello stesso autore.
Ramona Muntenau non incontra difficoltà nel salire e nello scendere le vorticose scale del brano: se in tanti casi, a trasparire dall’esecuzione di questo pezzo, è una certa timidezza paurosa, la pianista dimostra invece di sapersi muovere con agilità e con una potenza espressiva quasi esasperata.
Subito dopo si torna al mondo della danza, con i Valzer in la minore op. post e in re bemolle maggiore op. 64 n. 1 eseguiti senza sbavature e con un carattere fortemente vivace.
Chiudono la prima parte del programma lo Studio in do minore op. 10 n. 12 e lo Studio in do minore op. 25 n.12: anche in questo caso la Munteanu non inciampa sui numerosi passaggi ostili e indubbiamente virtuosistici che costellano queste pagine pianistiche.
Il contrappunto tra le voci risulta ben calibrato e un pedale dinamico accompagna la performance della pianista.
Dopo Chopin arriva il turno di Liszt. La giovane pianista romena propone al pubblico del Tempietto un florilegio di pezzi variegati e poliedrici.
Della Regata Veneziana, dalle Soirées musicales di Rossini, la Munteanu sottolinea i tratti festosi e quasi popolari: il pubblico apprezza particolarmente questa esecuzione vivace e i caldi applausi alla fine del brano confermano il parere positivo della platea.
In Ständchen (dal Lied di Schubert) viene messo particolarmente in risalto il lirismo, malinconico e quasi disperato, che conduce la narrazione di questa piccola gemma pianistica: il pianoforte della Munteanu sembra letteralmente cantare e gemere sotto le sue dita.
Dopo questa interpretazione vistosamente drammaturgica, la Munteanu affronta il celebre Sonetto del Petrarca n. 104: la lettura lisztiana del grande poeta nostrano si svolge su un processo musicale estremamente variegato e composito.
Ramona Munteanu offre un’esecuzione di valore in cui emergono i caratteri eterogenei che danno vita a questo brano.
La chiusura è in grande stile: a fungere da pezzo di chiusura di questo recital, indubbiamente impegnativo e virtuosistico, è infatti la Ballata n. 2 in si minore del compositore ungherese.
I bassi vengono impiegati in tutta la gamma di colori e sfumature cromatiche che sono necessarie ad un’interpretazione valida ed efficace.
Il canto viene condotto con grande tensione e i numerosi applausi finali coronano questa performance.
Già ospite in passato della rassegna “Festival delle Nazioni” organizzata dall’associazione “Concerti del Tempietto”, la Munteanu non è nuova ad esibizioni di spessore – una fra tutte il concerto da solista con l’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia – che sicuramente non mancheranno anche in futuro.

 

About the Author

Matteo Macinanti

Romano di nascita e per passione. A 8/9 anni ho ascoltato per la prima volta Giovanni Sebastiano Ruscello e da quel dì non ho più ho smesso di essere musicopatico. Sono diplomato in Clarinetto al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e studio Musicologia a Roma e a Parigi.