I contrasti musicali di Xing Ching ai Concerti del Tempietto

In Recensioni by Redazione0 Comments

Le personalità dei musicisti sono notoriamente un universo tanto complesso ed affascinante quanto quello delle loro composizioni. Alcuni di loro sono stati vittime di profondi malesseri interiori, malattie che si sono rivelate addirittura fatali talvolta, ma che hanno influenzato la loro capacità di scrivere e forse persino di renderli così resistenti al tempo. Schumann soffriva di quello che oggi chiameremmo disturbo bipolare, Rachmaninov fu depresso e dovette rivolgersi ai pionieri della psicologia e psicanalisi del tempo per uscire dalle secche che lo intrappolavano. Arricchito dalla musica di Debussy, che pur non avendo riscontrato patologie così significative, visse una vita turbolenta, il programma del quarto concerto della rassegna Piano Friends dei Concerti del Tempietto si è articolato sul filo conduttore dei dualismi e dei forti contrasti espressivi. Protagonista Xing Chang, giovane virtuosa da poco sedicenne, che studia sotto la guida del Maestro Vincenzo Balzani a Milano e che ha già calcato la scena internazionale in numerose occasioni.

Ad aprire il concerto il Carnaval op. 9, una delle raccolte pianistiche di Schumann da cui emerge maggiormente il dualismo psicologico tra le due anime del compositore, il timido Eusebio e l’estroverso Florestano. I brani, anche quando non sono eponimi, alternano i due caratteri dando una parvenza quasi schizofrenica all’esecutore costretto ad immedesimarsi ogni volta in un nuovo carattere per rispecchiare i desiderata dell’autore. Dopo un inizio un poco stentato, dovuto anche all’inevitabile difficoltà dei primi accordi in fortissimo da suonare a freddo, la giovane pianista ha ripreso il controllo sugli ottantotto tasti dosando accuratamente le emozioni, raggiungendo i punti più soddisfacenti all’ascolto nelle intensità espressive di “Charina” e nell’interludio sbarazzino dell’accoppiata “Valse Allemande-Paganini”.

Il programma prevedeva poi un salto in avanti nel tempo: le Images di Debussy, più precisamente la prima serie, composta da tre momenti, Reflets – Hommage à Rameau – Mouvement, che alternano anch’essi stati d’animo e richieste tecniche diverse. Il primo e terzo infatti sono ricchi di artifici tecnici notevoli per l’epoca in cui furono scritti e che ancora oggi mettono alla prova anche il pianista più esperto, inframezzati da un brano dal carattere introspettivo. Ed è proprio dell’interpretazione di quest’ultimo che occorre parlare. Gli altri due movimenti, al netto di qualche piccola sbavatura più legata alle difficoltà meccaniche dei pezzi, specie nelle vorticose terzine del finale, sono trascorsi senza macchie. L’omaggio a Rameau organizzato in forma di sarabanda, non ha i tratti tipici del barocco che potrebbero essere suggeriti dal titolo, ma ne utilizza l’architettura formale per dar vita ad un esperimento austero nell’aspetto ma ricco e sfaccettato da rendere, quasi flessuoso (l’indicazione di Debussy recita “Dans le style d’une sarabande mais sans rigueur“) Il complesso architettonico viene poi completato dalle complesse armonie tipiche del periodo maturo di Debussy. Il brano, lungi dall’essere eseguito in maniera “sbagliata”, ha rivelato una consapevolezza stilistica ed estetica da parte di Xing Chang in grado di compiere scelte audaci e personali incontrando a pieno il carattere “sans rigueur” che Debussy ha voluto infondere nel pezzo.

Le variazioni su tema di Corelli di Rachmaninov hanno chiuso il programma. Come buona parte del repertorio del compositore russo, si tratta di un brano di esaltante virtuosismo, accompagnato però da scelte armoniche più inusuali rispetto ai “sapori tipici” che il compositore di Semenovo era solito servire ai suoi esecutori. Il tema, in realtà della “Follia” e non utilizzato dal solo Corelli nella lunga epopea del barocco europeo, assume forme mutevoli nel corso dei venti minuti di esecuzione, che sono stati affrontati con abilità smaliziata da Xing Chang, per poi concludere in bellezza con un bis di bravura.

 

 

Quinte Parallele diventa un trimestrale!
Per acquistare una copia del primo numero o prenotarne una del secondo, clicca qui.
Per l’indice del secondo numero, qui.

About the Author

Redazione