Vaneggiamenti sull’arte di chi crede di essere e non è

In Musica e Altri Mondi by Redazione0 Comments

riceviamo, e volentieri pubblichiamo:

Se per rappresentare il tempo potessimo immaginare una linea orizzontale con Passato e Futuro ai suoi estremi opposti, il tratto intermedio, ossia quello che unisce le due unità temporali, potremmo di conseguenza considerarlo Presente? Potremmo, non v’è dubbio, se non fosse che il Presente esiste soltanto come frutto dell’esigenza umana, un po’ come Dio. Ragioniamo: il semplice gesto di schioccare le dita presuppone il pensiero, dunque un progetto futuro, seguito poi dalla messa in pratica dell’idea nell’azione pratica. Ebbene, nell’istante esatto in cui ciò avviene, siamo già nel futuro; il gesto è diventato immediatamente figlio del passato. Ecco perché, a dispetto di quello che crediamo, noi non siamo: saremo o siamo stati. Avremmo potuto essere, in alcuni casi. D’altra parte ne parlava già Lucrezio nel suo De rerum natura nel I secolo a.C.

“Carmina sublimis tunc sunt peritura Lucreti / exitio terras cum dabit una dies.”

scrive Ovidio. Preambolo prolisso che serve da monito a chi avrà avuto l’ardire di leggere queste idiozie: non prendete tanto sul serio le non opinioni di una persona che non esiste.

L’arte, dicevamo. In realtà non dicevamo nulla ancora; diciamo, ecco. Vi risparmio la pappolata filosofica che tratta della Grande Meretrice, per arrivare al punto. Tralasciando di proposito Kant e ogni ragionamento riguardo l’estetica e la funzione etica dell’arte, possiamo affermare che per essere tale, una creazione deve resistere alla ghigliottina del tempo. In altre parole, siamo tutti concordi, l’arte deve essere imprescindibilmente slegata dal tempo. Anelare l’immortalità. Questo ragionamento è senza dubbio impugnabile, in quanto situazioni politiche, sociali e culturali avranno sottratto alla nostra tavolozza artistica un numero enorme di capolavori. Nel nostro caso parliamo però esclusivamente di ciò che conosciamo.

Ritorniamo al punto: se consideriamo un’idea più moderna di un’altra, affermiamo tacitamente, che né l’una né l’altra è immortale. Gadda docet. Caravaggio continua ad emozionare oggi come allora; di Bach percepiamo il peso artistico oggi più di allora. Tutta l’arte è quindi contemporanea, semplicemente perché senza tempo. Abbandoniamo, o meglio, condividiamo le diversità stilistiche e temporali senza ottusi barricamenti. Chiunque dedica la propria esistenza ad un’attività creativa lo fa forgiando la propria sensibilità attraverso il suo proprio vissuto personale che è, come potrete immaginare, unico ed irripetibile. Ecco perché qualsiasi concetto di avanguardia perde di consistenza e suona abbastanza ridicolo. Dipingiamo, scriviamo, scolpiamo, inventiamo, creiamo secondo i dettami del nostro essere. Forse non supereremo mai la prova del tempo ma potremmo essere certi di aver raccontato il nostro essere. Di onestà, ecco, di onestà materiale ed intellettuale, abbiamo bisogno oggi, più di ogni altra cosa.

Carmine Maresca
chitarrista e compositore


 

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