Tallis

La sfida di Sir Tallis

In Compositori by Fabio Valente0 Comments

E’ il 1567: al di là della Manica, Elisabetta I siede saldamente sul trono d’Inghilterra da quasi un decennio. La situazione è tesa, in particolar modo per quanto concerne la vicina Scozia, ove la questione della successione si rivela spinosa a causa dei continui bisticci tra eredi cattolici e nobiltà protestante. Nonostante tutto, presso la corte inglese non manca una fervida attività culturale, soprattutto in campo musicale, grazie alla prodigiosa abilità di numerosi compositori britannici, primo fra tutti Thomas Tallis. Sue sono molte delle più eseguite composizioni liturgiche, inizialmente di stampo cattolico sotto Maria la Cattolica e successivamente orientate verso il Puritanesimo durante il regno di Elisabetta I.

Di passaggio a Londra durante uno dei suoi numerosi viaggi lavorativi è Alessandro Striggio, rinomato compositore mantovano attivo nelle corti di Ferrara e Firenze nella seconda metà del sedicesimo secolo. Con sé porta numerose delle sue più acclamate composizioni, tra le quali spicca il mottetto “Ecce beatam lucem”, composto appositamente per 40 voci da raddoppiarsi con strumenti e pronto ad essere eseguito con incredibile successo a Monaco l’anno successivo, nel 1568. Non è da escludere che già a Londra tale maestosa composizione fosse stata inclusa in una performance, magari in presenza proprio di uno stupefatto Thomas Tallis; certo è che i due compositori vennero in contatto l’uno con l’altro e l’artificiosa creazione di Striggio suscitò non poco curiosità nella mente del collega d’oltremanica, stuzzicandone la creatività.

“Ai tempi della Regina Elisabetta arrivò in Inghilterra un brano in 40 voci che creava una armonia paradisiaca (per cui gli italiani avevano ottenuto la più alta considerazione nel mondo).
Il Duca di ***** (il testo è illeggibile) si era appassionato a questa musica e chiese se qualcuno dei nostri inglesi fosse in grado di scrivere un pezzo altrettanto bello. E Tallis, essendo molto esperto, fu ritenuto in grado di realizzare questo compito e ne fece uno in 40 parti che venne eseguito nella grande galleria di Arundel house e che superò di molto l’altro, al punto che il Duca, ascoltandola, si tolse la propria catena d’oro e la pose al collo di Tallis, donandola a lui”

Il testo sopracitato è tratto da una lettera datata 1611, scritta da uno studente di legge londinese in riferimento alla visita di Striggio nella capitale inglese ed alla probabile connessione tra quest’ultimo e Thomas Tallis. Sfidato dalle parole del misterioso Duca, Sir Tallis si cimentò a corte in una composizione a 40 voci ben più complessa di quella del collega italiano, unendo all’artificiosità dell’opera una particolarissima attenzione tanto alla melodia quanto all’effetto sonoro ottenuto. Dalla mente di Tallis nacque così “Spem in alium” per cinque cori ad otto voci: perla di rara bellezza, la composizione fu certamente eseguita nel giorno dell’investitura a Principe di Galles di Enrico Stuart, con un testo mutato dal latino all’inglese per ovvie ragioni di circostanza.

Un tema che fluttua di voce in voce, effetti ed armonie particolarissime dovute non solo a curiose dissonanze ma anche alla disposizione delle voci nello spazio ed alla loro suddivisione ben precisa. La volontà precisa di stupire gli ascoltatori ed annichilire la concorrenza con un opera mai ascoltata prima e difficilmente imitabile, un finale a sorpresa con l’entrata, congiunta, di tutte e 40 le voci assieme. E, se credete alle coincidenze, una lunghezza del brano di 69 brevi, come 69 è la somma delle lettere del cognome TALLIS nell’alfabeto latino. Potete chiamarle coincidenze o credere al talento di un artista tra i più celebrati della storia inglese: qualunque sia la vostra opinione in merito, un sorriso compiaciuto non scomparirà mai dalla faccia del compositore inglese.
La sfida di Sir Tallis era stata vinta.

Notanon è possibile, secondo alcuni studiosi, affermare con certezza che l’ordine degli eventi sia stato quello sopra raccontato.  Seppur ritenuto la spiegazione più plausibile dietro la composizione di Spem in alium, l’incontro tra Striggio e Tallis potrebbe non essere mai avvenuto. Anzi, una teoria fa risalire la data di tale composizione al tempo di Maria la Cattolica, pensando addirittura che sia stato Striggio ad ispirarsi a Tallis, giusitificando in maniera del tutto differente la lettera citata sopra. Ma questa è un’altra storia.

Fabio Valente

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