Una polaroid con Rossini

In Compositori by Lorenzo Papacci0 Comments

Il cigno di Pesaro è uno dei compositori più riconoscibili e celebri della tradizione italiana e operistica mondiale. Genio precoce, è probabilmente uno dei compositori che fischiettate più spesso, anche inconsapevolmente ogni giorno, grazie all’aspetto molto “amichevole” delle sue più celebri arie. E proprio questa sua fama immensa ha fatto fiorire sulla sua vita un novero vastissimo di aneddoti che lo hanno reso probabilmente ancora più popolare.

Se come già detto, lo stesso Rossini era stato genio precoce, tanto che in molti vollero vedere un parallelo tra la sua ascesa e quella di Mozart, non fu mai particolarmente tenero con i giovani che si offrivano a lui. Certamente, riservò parole di miele ad un giovane Liszt, di fatto esortandolo ed instradandolo alla composizione. Ma la leggenda vuole che un giovane compositore, il cui nome è a noi oggi perduto, portò le sue composizioni a Rossini. Dopo che lui l’ebbe lette gli chiese :”maestro cosa pensa della mia musica?“. Al che Rossini gli rispose :”mio caro la sua musica è buona e nuova… ma nell’arte non tutto ciò che è buono è nuovo e non tutto ciò che è nuovo è buono!“. Chissà come si troverebbe oggi a combattere con una critica e un pubblico che sono sempre più schiavi della novità a tutti i costi…

Rossini poi, da buon italiano, era un amante della buona tavola e dei piaceri di gola in generale. Pare che il giovane Gioacchino si sia avvicinato al mondo della chiesa in veste di chierichetto per poter assaggiare il vino consacrato. Crescendo affinò il suo buon gusto, tanto da aver dato vita in collaborazione con il cuoco Careme, suo amico, una intera serie di ricette. E neppure la visita di Richard Wagner lo distoglieva dalla sua cucina. Pare infatti che il maestro di Lipsia, in visita a Rossini, venisse spesso interrotto durante la conversazione perché Rossini, che si occupava personalmente dei propri pasti, doveva controllare la lombata di capriolo che aveva sul fuoco. La sua passione per il cibo era talmente viscerale che raccontava lui stesso di aver pianto solo due volte : quando gli morì la madre e quando in barca al lago gli cadde da un vassoio un pollo ripieno di tartufi.

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Filippo Simonelli

Lorenzo Papacci


About the Author

Lorenzo Papacci

Nato nel 1994, studio lettere ad indirizzo musicale all'università "La Sapienza". Melomane convinto e polemico amante di Verdi e Puccini. Se vedo un pianoforte penso a Liszt, degli strumenti ad arco a Vivaldi e un'orchestra a Mozart e Bruckner. Profondamente convinto che la semplicità e l'eleganza in musica portino lontano.