Concerto Inaugurale all’Accademia Musicale Praeneste

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L a sera del 26 ottobre abbiamo avuto il piacere di essere invitati come redazione al concerto di apertura della stagione dell’Accademia Musicale Praeneste, nell’Auditorium della sua sede romana nei pressi della stazione Tiburtina. Fin inizio della sua attività è luogo di formazione musicale, dal livello base a quello di alto perfezionamento e inoltre vanta una collaborazione già ormai da qualche anno con il Conservatorio “Alfredo Casella” a L’Aquila. Vengono organizzate inoltre masterclass, concerti, laboratori, eventi per le scuole e seminari. La serata ha registrato un buonissimo livello di affluenza con un pubblico piuttosto eterogeneo: dagli allievi dell’Accademia, bambini e ragazzi, a persone del quartiere di tutte le età, molti di loro assidui frequentatori dei concerti che si svolgono durante l’anno.

Il concerto del 26 ottobre ha aperto la stagione 2018-2019, ma come ha voluto a sottolineare il presidente Alfonso Lombardi, è stato anche l’occasione per festeggiare il ventesimo anniversario della nascita dell’Accademia Praeneste: l’emozionato ed entusiasta direttore racconta come il 26 ottobre 1998, da un semplice concerto a Palestrina ha avuto la possibilità di aprire la prima sede della sua scuola, proprio nella cittadina laziale. Ha inoltre ricordato tutta la strada e il lavoro fatto fino a quel momento e ha presentato i due protagonisti della serata, il duo formato da Fausto di Cesare, acclamato pianista e direttore impegnato ancora assiduamente nel panorama della musica italiana ed internazionale e Anyla Kraja, raggiante violinista italo albanese, con un curriculum sterminato da cui risalta una particolare attenzione ai temi del dialogo, del confronto e del contatto tra paesi diversi attraverso la musica, con speciale attenzione ovviamente al suo luogo d’origine, contribuendo ad esaltare e far conoscere la cultura albanese. Questo duo di professionisti ben rodato collabora ormai da diversi anni e vanta partecipazioni a festival e concerti in tutta Italia.

Dopo la breve introduzione del M.Lombardi il concerto per violino e pianoforte ha inizio: viene eseguita per prima la Sonata n.11 in Sol maggiore kv.379 di W.A.Mozart. La composizione comincia con un Adagio serio e nobile, segue poi l’Allegro in ¾ dove il tema viene scambiato tra i due strumenti con un dialogo brillante e piacevole, poi l’Andantino cantabile con le cinque variazioni e l’Allegretto finale. È un pezzo simbolo della capacità di Mozart di sapersi cimentare in qualsiasi tipo di composizione musicale lasciando la sua cifra distintiva e dimostra di saper fondere diverse atmosfere ed intenzioni in modo armonioso, insieme al connubio tra virtuosismo ed espressività, non permettendoci di distrarci neanche per un secondo. Non ci hanno permesso certo distrazioni neanche i due esecutori, che sono stati capaci di interpretare magistralmente gli intrecci e i dialoghi tra i due strumenti, esaltando tutti i colori e le sfumature voluti da Mozart.

Il secondo brano è sempre una Sonata per violino e pianoforte, stavolta di Debussy, di cui tra l’altro ricorre quest’anno il centenario della scomparsa. Composizione scritta dal famoso musicista francese poco prima di morire (1916/17), risente delle influenze angosciose della sua malattia e della guerra che stava dilaniando l’Europa,tendendo le mani a quelle che saranno alcune delle cifre caratteristiche della musica del Novecento. È divisa in tre movimenti, ma è lontana dagli schemi tipici dei secoli precedenti: Debussy struttura tutto il brano con piccoli frammenti melodici che subiscono continue variazioni e capovolgimenti. Momenti più gravi si incastrano con episodi di fremente dialogo, rincorse e scontri tra i due strumenti, frammenti che emergono, virtuosismi, arabeschi e atmosfere nebulose, con particolare attenzione agli aspetti ritmici e timbrici. Anyla Kraja ha mostrato al pubblico qui tutta la sua forza interpretativa, la sua passionalità, la sua personalità musicalmente travolgente, affiancata da un impeccabile quanto appassionato Fausto di Cesare.

La chicca della serata però sarà l’elaborazione del celeberrimo Notturno in Do# min. di Chopin, scritta proprio dal M. di Cesare. Quest’ultimo ci tiene a spiegare brevemente di aver avuto l’idea grazie alla sua collega, che gli aveva proposto l’idea e spinto dall’ intenzione di voler creare un dialogo tra violino e pianoforte senza affidare completamente il tema al primo e solamente l’accompagnamento al secondo, il Maestro compone questa rielaborazione creando passaggi di melodia tra i due strumenti, dei piccoli canoni e incastri davvero interessanti, senza assolutamente sminuire o andare ad intaccare lo splendore della musica di Chopin ma anzi, adattandola in modo elegante ed intelligente al duo protagonista della serata.

Dopo un breve e brillante bis (cioè il Rondò della Sonata n.1 per violino e pianoforte di Beethoven) si passa all’altro momento importante della serata: la nomina dei due nuovi presidenti onorari dell’Accademia Musicale Praeneste. Con grande entusiasmo il direttore Alfonso Lombardi ringrazia i presenti e si appresta a nominare il primo presidente onorario: è proprio Fausto di Cesare, che ha con l’Accademia e con il direttore contatti professionali e personali da moltissimi anni e che quindi accetta la carica con grande commozione, sottolineando la stima e l’affetto che intercorre tra loro. Il secondo è poi un altro nome di grande spessore: Piero Rattalino, pianista, musicologo e critico di fama internazionale. Con un’energia e una brillantezza di chi si sente molti meno anni di quelli che ha, anche Rattalino accetta la carica e affronta un argomento molto interessante e che sta a cuore a molti: riflette su come ormai si senta poca musica dal vivo, su come purtroppo molti di più siano diseducati a questo tipo di esperienza e manifesta il suo impegno, da nuovo presidente onorario, a promuovere la stagione dell’Accademia, mettendo a disposizione la sua quarantennale esperienza come sovrintendente in molti tra i teatri più importanti d’Italia, con l’intento di creare un luogo di riferimento nel quartiere, un punto di ritrovo e di riscoperta della musica classica (e non ) dal vivo.

La serata si è conclusa con un brindisi e l’augurio di crescita e di successo per tutte le attività dell’Accademia.

A questo punto non ci resta che invitarvi almeno a dare un’occhiata al programma della stagione e a cogliere l’occasione per ascoltare un po’ di buona musica all’Accademia Musicale Praeneste, che siate o no del quartiere.

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Aurora Tarantola