Brahms

Brahms a quattro mani: Marcella Crudeli e i suoi allievi

In Recensioni by Livia Gatto0 Comments

Protagonista del concerto di ieri è stata, insieme ai suoi allievi, la pianista Marcella Crudeli, solista con un’importante carriera alle spalle e che da anni organizza dei veri e propri salotti culturali. Ieri il salotto si è trasferito nella Sala Baldini dove l’atmosfera è stata altrettanto accogliente.

Dopo un breve omaggio poetico al Maestro, inizia il concerto che prevede quindici delle danze ungheresi di Brahms, un tassello immancabile del repertorio per duo pianistico. Nonostante il nome, queste danze non si rifanno al folklore ungherese ma ai ritmi e alle melodie della musica zigana, che il compositore ripercorre ed elabora a suo modo.

A partire dalle prime tre, dove il M° Crudeli viene accompagnato da Valentina Fabbrizzi, è subito chiaro il modello tripartito della danza in forma ABA. I ritmi, i repentini cambi di velocità e i temi folkloristici, cose che caratterizzano l’opera, sono tutti messi bene in evidenza fin dall’inizio.

Il programma subisce una piccola variazione e dopo la Fabbrizzi è il turno di Maria Grazia Sorrentino, che esegue con il maestro i numeri 13, 14 e 15. Le ultime danze della raccolta sembrano quelle meno folkloristiche, si avvicinano ai temi brahmsiani e sono maggiormente sinfoniche.

Nonostante la scrittura per quattro mani, sembra di ascoltare un’orchestra, impressione accentuata anche dall’acustica della sala. Inoltre la tecnica pianistica che distingue la Crudeli e i suoi allievi rende ogni duo ben amalgamato, grazie anche al bilanciamento dei timbri, dei piani e dei forti;questi ultimi anzi sono sempre molto incisivi, ma mai esagerati.

Dopo la Sorrentino si alternano altri due ragazzi: Annamaria Garibaldi, pianista pescarese, e Leonardo Laviola, ospite di recente della rassegna dei Concerti del Tempietto, che eseguono le danze centrali della raccolta.

Ad emergere con lo scorrere del concerto non è solo la forte personalità musicale della Crudeli, ma anche il suo talento di direttrice che letteralmente sembra condurre con le mani la musica.

L’ultima pianista a suonare è Carlotta Masci, che esegue le danze 4, 5 e 6.  E’ a lei che spetta  suonare il brano più celebre della raccolta, la danza No.5, la cui melodia così nota non può che essere apprezzata e ricordata dal pubblico. Il tema è reso molto bene grazie alla tecnica e all’agilità delle pianiste. In questo pezzo, così come in tutte le altre danze, il ritmo fa da padrone. Non è facile interpretare delle pagine così ricche, ma le danze sono studiate al dettaglio, soprattutto nella dinamica.

E come sottolinea una delle sue allieve, suonare in duo con il proprio maestro è un bel rischio, ma quando si hanno allievi di questo talento il risultato non può che essere un concerto piacevolissimo e mai noioso.

Livia Gatto


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Livia Gatto

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Sono nata a Roma, e la mia più grande passione da sempre è la musica. Il pianoforte mi accompagna da quando ero piccola e ora studio al Conservatorio di Santa Cecilia. Nel frattempo perseguo numerosi interessi artistici e non, tra i quali scrivere di musica.