Händel, Mozart, Beethoven, Chopin, Martucci e Casella al Tempietto: il recital di Rina Cellini

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La serata di ieri ai concerti del Tempietto ha visto l’affermata pianista Rina Cellini alle prese con un programma vasto e variegato, affrontato con grande esperienza e competenza. La prima parte del concerto è tutta dedicata alla forma del Tema con Variazioni, iniziando con Georg Friedrich Händel e la sua Ciaccona in Sol maggiore, che viene interpretato con sicurezza dalla pianista, anche se forse con un po’ troppo affidamento sul pedale di risonanza, che unito alle condizioni acustiche della pur adatta Sala Baldini non ha consentito sempre di far emergere la chiarezza delle frasi e dei temi.

Tuttavia nei due brani seguenti si conferma tutta l’attenzione e il rispetto della partitura della Cellini, con un’esecuzione brillante delle 10 Variazioni su un minuetto di Duport di Mozart e le VI Variazioni sul tema di Paisiello “Nel cor più non mi sento”.  In particolare nelle seconde il gioco vivace della variazione viene reso in tutte le sue sfaccettature, riuscendo a tenere alta l’attenzione dello spettatore nonostante la forma forse un po’ lontana ormai dal nostro gusto.

Nella parte centrale del concerto invece è Fryderyk Chopin ad essere protagonista indiscusso, con dei brani di grandissima forza espressiva. Il Primo è la Polacca op. 26 n. 1, brano di non indifferente difficoltà esecutiva, con i suoi accordi arpeggiati di sempre maggiore estensione che però non mettono in difficoltà l’esecutrice, che conferisce al pezzo un sapore quasi nostalgico. Si conferma poi con la celebre Fantasia- Improvviso in Do # Minore op. 66, composizione molto frequentata nelle sale da concerto ma non per questo di minor efficacia drammatica, per poi passare alla breve e deliziosa Tarantella op. 43  che conclude con brio la sezione dedicata al compositore polacco.

La parte finale del concerto è invece dedicata a due compositori italiani relativamente più recenti e relativamente più oscuri, ossia Giuseppe Martucci e Alfredo Casella. Del primo vengono eseguiti lo Scherzo op.53 n.2  e lo Scherzo op. 60 n.3, di Casella invece la Toccata op. 6. Si tratta di brani molto interessanti che il pubblico è lieto di esplorare nella versione proposta dalla Cellini, che dà il meglio di sé nella sezione centrale meditativa, quasi un corale, affrontato con la giusta solennità e malinconia, prima di gettarsi nella ripresa del tema iniziale, suonato precipitosamente con grande abilità tecnica nel sovrapporsi delle mani, per poi riconfermare l’atmosfera meditativa. Anche la Toccata rappresenta un momento estremamente interessante del concerto, con un tema di sole quattro note estremamente semplice che viene espresso al basso ed echeggiato dalle continue ottave arpeggiate della mano destra, in una narrazione musicale che la Cellini sa rendere appassionante dopo averla consolidata in numerose performance, e che il pubblico ha ricambiato con un ascolto partecipe e attento.


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