Five Variants on Dives and Lazarus di Ralph Vaughan Williams

In Musica Sinfonica by Filippo Simonelli0 Comments

“Il bello è che i tuoi lavori più famosi sono in gran parte idee di qualcun altro!” Così, con immancabile humour britannico, si esprimevano gli amici di Ralph Vaughan Williams, facendo riferimento al fatto che gran parte delle sue composizioni nascevano da una ispirazione esterna.

Vaughan Williams, studente prodigio di pianoforte e violino fin dalla più tenera età, si era affacciato allo studio della composizione relativamente tardi. Dopo aver completato diversi corsi propedeutici per corrispondenza, era riuscito finalmente a diventare allievo prima di Hubert Parry e poi di Stanford, all’inizio dei suoi vent’anni.
La prima composizione, però, aveva visto la voce solo quando il compositore ne aveva già compiuti ventinove, e il successo sarebbe arrivato ancora dopo, con le prime composizioni sinfoniche e la musica di scena per Le Vespe di Aristofane.

Ma la vera esperienza che cambierà radicalmente il suo modo di intendere la musica fu la redazione del the English Hymnal. Nel 1906 fu contattato dal Reverendo Percy Dearmer, che lo ingaggiò per curare la parte musicale degli Inni. Descrivendo questa esperienza, Vaughan Williams disse

I now know that two years of close association with some of the best (as well as some of the worst) tunes in the world was a better musical education than any amount of sonatas and fugues

Anche se probabilmente questa affermazione può essere considerata come una boutade, vista la solida formazione accademica di Vaguhan Williams e i successivi studi con Ravel, una cosa è certa. Gran parte dei Tunes e delle Songs che raccolse per costruire l’innale sarebbero entrati di peso nella sua produzione, anche solo come ispirazione.

Il tema di Dives and Lazarus, su cui sono costruite le cinque Variazioni per Apra ed Orchestra d’Archi, è uno di questi. Il tune originario è ispirato alla parabola del Ricco e di Lazzaro che bussa alla sua porta, ed era già stato utilizzato come materiale per la uno dei brani della English Folk Songs Suite e per la Song Kingsfold (I heard the Voice of Jesus Say).

La composizione di Vaughan Williams, scritta negli anni ’30 ed eseguita per la prima volta nel 1939 a New York, si snoda su di una introduzione e cinque successive variants, che indicheremo come variazioni.

Il brano è aperto da delicati accordi dell’Arpa e da una breve cellula degli archi che introduce il tema vero e proprio, in si minore. Nella prima variazione (min.3:40) Vaughan Williams lo sviluppa da subito con un inflessione modale che si prolunga anche alla variazione successiva (4:52, allegro moderato) che è costruita con un andamento ternario e in un crescendo di intensità. Il brano modula poi in re minore nella terza variazione (min. 6:40), in cui Arpa e primo violino solisti si intersecano in una costruzione che culmina in un nuovo “Tutti” orchestrale (min.7:15). La quarta variazione prosegue su un ritmo più marziale, con il tema principale ben marcato dalla viola, che con una serie di crescendo culmina nella ripresa della tonalità originaria nella quinta variante e in un tempo più rilassato (min. 9:08). Nel finale, complice l’ambiguità morale, Vaughan Williams si concede anche una conclusione nel modo maggiore (10:35), forse a mo’ di rappresentazione simbolica del lieto fine della parabola raccontata dal Tune originario.

Filippo Simonelli


 

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Filippo Simonelli

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Chitarrista di formazione. Devoto a Johannes Brahms, ho sviluppato col tempo una passione per la musica britannica e per Aaron Copland. Mentre ero alle prese con una laurea in Relazioni Internazionali ho deciso di fondare Quinte Parallele.