Chi era Francesco d’Avalos, e perché dovreste conoscerlo

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Il 26 maggio 2016 ricorre il secondo anniversario della scomparsa del maestro Francesco d’Avalos (Napoli 11 aprile 1930 – Napoli 26 maggio 2014): compositore, direttore d’orchestra, insegnante, scrittore, filosofo ed esponente di una storica famiglia nobile.

Tra le più grandi personalità culturali e artistiche del secondo ‘900 la sua figura merita ancora una piena riscoperta, poiché (nonostante gli importanti e numerosi riconoscimenti avuti durante la sua carriera professionale) il suo operato non è ancora abbastanza conosciuto e valorizzato quanto dovrebbe.

Ripercorriamo brevemente la sua biografia, attraverso il ricordo di uno dei suoi allievi

Inizia lo studio della musica a dodici anni, studiando pianoforte con Marta De Conciliis e Vincenzo Vitale e composizione con Renato Parodi. Si diploma in composizione con il massimo dei voti presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e inoltre studia filosofia all’Università della stessa città.

In seguito frequenta i corsi di direzione d’orchestra all’Accademia Chigiana di Siena con Paul van Kempen, Franco Ferrara e Sergiu Celibidache. (In particolare l’incontro col grande maestro rumeno sarà fondamentale per la sua formazione)

Fra il 1951 e il 1954 collabora con il giornale “Il Quotidiano” per la critica musicale.

Nel 1972 viene chiamato da Nino Rota a insegnare composizione al Conservatorio di Bari, dove rimane fino al 1979, trasferendosi poi al Conservatorio di Napoli, dove insegnerà fino al 1998.

Ha svolto la sua attività concertistica presso numerose orchestre: Rai di Roma, Rai di Torino, Rai di Napoli, Radio Hamburg, Radio Frankfurt, Jerusalem Philharmonic Orchestra, Hungarian State Symphony Orchestra, Philharmonia Orchestra di Londra e altre. Ha inoltre diretto a Copenaghen, Lugano, Zurigo, Stoccarda, Colonia, Lione, Londra, Manila, al Teatro Comunale di Firenze, al Teatro San Carlo di Napoli, al Teatro alla Scala, al Teatro Nuovo di Milano e altrove.

Ha inciso vari dischi, (molti dei quali con la Philharmonia Orchestra di Londra) registrando opere di Brahms, Bruckner, Chausson, Clementi, Franck, Liszt, Martucci, Mendelssohn Raff, Schubert, Schumann, Smetana, Wagner, Weber e altri.

Come direttore e interprete fu molto attento a rispettare il volere del compositore e a non introdurre arbitrari cambi di tempo e distorsioni del testo (come spesso invece fa la maggior parte degli interpreti, famosi e non) ispirandosi al modello toscaniniano (un critico scrisse di lui “Un Toscanini reincarnato, ma con le proprie idee”)

Per gusto e affinità, d’Avalos fu molto legato al repertorio romantico ottocentesco, lasciandoci importanti registrazioni tra le quali spiccano le celebri (e premiate) integrali delle opere sinfoniche di Clementi e di Martucci.

Eccellenti anche le sue brillanti registrazioni delle opere sinfoniche di Mendelssohn e Brahms, che possono essere tranquillamente paragonate (e a volte anche superare) a quelle dei direttori più celebri.

D’Avalos Ha ricevuto vari premi e riconoscimenti, tra i quali ricordiamo: Premio di composizione “Premio Selezione Marzotto 1958”, il “Grand Prix International du Disque Academie Charles Cros – Paris 1990” per le registrazioni delle opere sinfoniche di Martucci; “Mra Award 1991” per la registrazione della terza sinfonia di Raff; “Compact Discotèque idèale 1991” per la registrazione delle sinfonie di Franck e Chausson; “Premio “Fanzago” nel 2005; premio “Una vita per la musica” dall’Associazione Marche Musica nel 2008; Premio Speciale alla Carriera del Centro Incontro delle Arti Della Monaco nel 2010; Premio del Presidente della Repubblica “Oltre l’Orizzonte” nel 2010.

D’avalos ha inoltre lasciato vari scritti, spaziando dalla musica alla religione alla filosofia, e ha scritto due importanti libri: “La crisi dell’occidente e la presenza della storia – Il significato del ventesimo secolo attraverso l’evoluzione della musica” (Bietti, 2005) e “Autobiografia di un compositore” (Aracne editrice, 2013)

D’avalos scrisse musica fin dall’ età di 12 anni, spaziando dalla musica da camera a quella sinfonica.Tra le principali esecuzioni di sue composizioni ricordiamo la “Prima sinfonia” eseguita alla Norddeutscher Rundfunk (Hamburg), “Hymne an die Nacht” con l’orchestra Hessischer Rundfunk (Frankfurt) diretta dal suo amico Hans Werner Henze, “Qumran – studio per orchestra”, diretto da Elihau Inbal alla Scala di Milano, composizioni varie per pianoforte solo incise da Francesco Libetta. Nel 2013 la sua opera “Maria di Venosa” viene eseguita al Festival della Valle d’Itria.

Come compositore e libero pensatore non ebbe vita facile a causa delle dittature della cosiddetta musica d’avanguardia del dopoguerra, che, anche se oggi possono considerarsi per lo più sepolte, i molti danni che produssero in quei decenni hanno avuto conseguenze disastrose, come isolare compositori non allineati o più tradizionali.

D’Avalos che ebbe studi di composizione solidissimi e una conoscenza profonda dell’armonia e del repertorio aveva la tecnica e il talento per scrivere in qualsiasi linguaggio ma fu diviso tra l’essere legato al passato e il cercare una “terza via” che non fosse appunto la provocatoria e sterile via della fallimentare avanguardia del suo tempo.

Scrisse infatti per tutta la sua vita anche molta musica tonale (che però per decenni tenne chiusa nel cassetto vista l’ostilità dell’epoca) tra le quali ricordiamo “Idillio” per pianoforte e orchestra d’archi, che è stato eseguito solo in anni recenti.

Nel frattempo fin dalla fine degli anni ’40 scrisse musica più “moderna” come la sua importante e ambiziosa Sinfonia n.1, (1955) dove insieme ad un linguaggio tipicamente novecentesco inizia anche la ricerca uno stile più personale; questo pezzo segnò infatti per lui un momento di svolta.

Inizia quindi un periodo di ricerca che lo porterà a scrivere varie composizioni (per lo più orchestrali) tra le quali ricordiamo in particolare lo “Studio Sinfonico” e la Sinfonia n.2.

I capolavori della sua maturità saranno infine le due imponenti e complesse opere: “Maria di Venosa”, pubblicata dalla Chandos in cd, diretta dall’autore, e “Qumran”. Capolavori del teatro musicale moderno che ci auguriamo possano essere conosciuti a fondo come meritano.

Per terminare ricordiamo questa sua frase: “Nato nel 1930, sono stato educato per un mondo che non è mai venuto”.

Keith Goodman

(compositore, pianista, direttore d’orchestra)

 

 

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