Il fraseggio: la grammatica delle emozioni.

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Siccome cerco sempre di rivolgermi ad un pubblico più eterogeneo possibile, mi sembra il caso di definire il termine fraseggio.
Per fraseggio musicale si intende il rispetto di quei segni di grammatica musicale (agogica e dinamica) in maniera da mettere in evidenza le micro e macro strutture musicali: semifrase, frase e periodo. Per intenderci meglio, immaginate un attore di teatro che recitando pronuncia tutte le parole in modo ineccepibile ed in perfetta dizione ma senza alcuna attenzione riguardo la punteggiatura e le inflessioni tonali. Oltre alla noia mortale, in una rappresentazione del genere, verrebbe a mancare il senso reale, il significato, dello scritto oltre che una direzione intellegibile. Converrete che in musica il concetto risulta essere ancora più importante in quanto essendo assente la parola, la componente razionale, si poggia tutto o quasi sul fraseggio.

Duole constatare che, fatta eccezione per rare oasi felici, nella formazione di un musicista manca una reale attenzione, o meglio un percorso serio e duraturo, che accompagni l’interprete ad un approccio cosciente con la partitura. È chiaro che parliamo di un percorso lungo e complesso che deve essere alimentato sin dai primi anni di studio oltre che necessariamente guidato da insegnanti colti e particolarmente sensibili. È vero anche che molti usano crocifiggere opere sublimi col pretesto della “cantabilità” ma questo è argomento diverso. Vi lascio con un interrogativo che vorrei venisse recepito dai colleghi docenti, vale a dire: invece di studiare il solfeggio (quando lo si fa davvero) in maniera tanto arida, non sarebbe il caso di iniziare proprio da quel momento ad introdurre il concetto di fraseggio, sconosciuto alla stragrande maggioranza degli strumentisti? Ai posteri…

Carmine Maresca


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